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Nicoletta e Fabio

Nicoletta e Fabio B.

Milano (MI) - Lombardia

I Cesarini milanesi Nicoletta e Fabio reinterpretano le tradizioni culinarie delle loro regioni d’origine: l’Emilia Romagna, e il Lazio. Viaggiatori indomiti e amanti della propria casa, ambedue giornalisti e appassionati di cucina, questa solida coppia meneghina traffica insieme ai fornelli “rischiando persino di andare d’accordo”.

La cucina di Nicoletta e Fabio traduce in milanese le suggestioni gastronomiche provenienti dalle regioni dei loro familiari. Nella loro bella casa, il cibo diventa una traccia gioiosa che abbraccia i commensali intorno alla tavola elegantemente apparecchiata da Nicoletta, sulla quale potrete ammirare delle splendide tovaglie ricamate che la Cesarina ha ereditato dalla sua famiglia.

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In terra di Arcimboldo il bollito con verdure

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Di famiglia emiliana e milanese Nicoletta e milanese e romana Fabio, i nostri due ospiti reinterpretano la loro storia attraverso un menu che esplora e unisce le tre regioni. La Lombardia è rivisitata nei risotti e nei bolliti, l'Emilia nei minestroni di verdura e nei dolci, Roma è riconoscibile nell'arrosto ripieno e nell'insalata di melograno. Nel 1848 in questi luoghi la gente faceva le barricate, ammassando tutto quanto poteva costituire ostacolo alle truppe di Radetzky, anche se si trattava del tavolo della cucina o del letto della nonna. “XXII marzo”, il nome della via nella quale abitano i nostri cesarini è posto a ricordo del giorno in cui il grande eroismo del popolo milanese riuscì a cacciare gli austriaci dalla città. Vestigia del passato e boutiques si mescolano nelle vicinanze del quartiere introducendo ad una milanesità egregiamente rappresentata anche dai nostri Cesarini. Cosmopoliti e tradizionalisti, viaggiatori indomiti e amanti della propria casa, costituiscono la versione più up to date di una solida coppia meneghina. Ambedue giornalisti, ambedue appassionati di cucina, trafficano insieme fra i fornelli, rischiando persino di andare d’accordo. L’importanza storica ed economica di Milano e la posizione geografica della Lombardia, confinante con il Piemonte, l’Emilia Romagna, il Veneto, il Trentino Alto Adige, ha anche influito sulla tradizione gastronomica della città, paragonabile a un grande fiume alimentato, oltre che dalla sua sorgente, da vari affluenti, che tuttavia perdono la loro identità, dando forza al corso principale. La cucina di Nicoletta e Fabio ne è una valida dimostrazione. Se il padre di Fabio è milanese come quello di Nicoletta (che abitava nella famosa via Gluck), la mamma di Fabio è romana, quella di Nicoletta emiliana. Il percorso tracciato dai nostri Cesarini traduce in milanese le suggestioni gastronomiche provenienti dalle diverse regioni dei loro familiari. La mamma di Fabio, che inondava i sei figli, i loro amici, e chiunque si trovasse a passare per la loro casa di buoni cibi affettuosi, ha sicuramente influito nella creazione dell’atmosfera nella quale ci troviamo immersi. Il cibo diventa una traccia gioiosa che abbraccia, come in un cerchio magico, i commensali. Anche l’amore per le verdure, la cura nello sceglierle, vengono dalla sapienza delle due madri, celebrando il connubio dell’agro romano con la pianura padana. Avvicinandoci alla tavola è buona regola ammirare la tovaglia e lasciarsi andare ad apprezzamenti entusiasti. Nicoletta ne sarà lusingata; adora la bella biancheria e non solo: ha custodito con cura quella di famiglia, ma è sempre alla caccia della “bella tovaglia ricamata”, lei stessa, quando ha un minuto di tempo, si diletta nell’arte del ricamo. Certosina e sempre attenta anche negli acquisti delle materie prime, Nicoletta, accompagnata dal marito, arriva sino alle porte di Pavia per acquistare il miglior riso con cui preparare un primo di rimando proprio a questa città di cui calpestate la terra, il risotto con la zucca mantovana. Prima di tutto il brodo, preparato come è stato insegnato ai nostri Cesarini dai genitori: un misto di biancostato, polpa scelta, costine di maiale e la gallina ruspante che, gli impeccabili Fabio e Nicoletta, recuperano da un piccolo produttore della vicina San Giuliano Milanese. Il brodo vive di una lunga e scrupolosa preparazione come un mosaico ben composto, di fatti è lasciato cuocere per circa due ore, assieme agli odori di cipolla, sedano e carota, per ottenere al fine la migliore opera. Suona come una nota indovinata il secondo, che completa i tasselli del mosaico appena iniziato dai predominanti colori erba dei bolliti misti con verze, rape e salsa verde. Odori e sapori di prezzemolo, acciughe sottolio, capperi, uovo sodo e pan bagnato, che ben si raccolgono nelle parole dei nostri Cesarini che ricordano come la salsina verde prenda forma dalle mamme che “la facevano tritando a mano il prezzemolo o facendo battere ai bambini il mortaio”. Anche se in tempi tecnologicamente più maturi, Nicoletta e Fabio, spesso delegano questo lavoro al frullatore. Arriva in concomitanza un’insalata di melograno, ricca mescolanza di soncino e radicchio rosso, gruviera e svizzero, mandorle sgusciate, mais, sedano bianco conditi con senape e olio: un piatto ben augurante che i nostri Cesarini scherzosamente affermano “aiuta a sciacquare il palato”. I datteri al cioccolato o i fichi al Rhum, proposti in base al periodo, fanno da sfondo al bel mosaico oramai terminato con le Tortine di mele alla cannella, un tenero omaggio di Nicoletta alla mamma che gliele preparava ogni volta che tornava dagli allenamenti di nuoto. La cannella ha inoltre proprietà digestive e il suo sapore, se ha radici nel passato, ci apre ad aromi futuri. Un po’ come Fabio, Nicoletta e la loro Milano.
  • Risotto con la zucca mantovana
  • Bolliti misti con verze, rape e salsa verde
  • Insalata di melograno
  • Tortine di mele aromatizzate alla cannella
  • Datteri al cioccolato o fichi al Ruhm
  • Pane integale fatto in casa