Capodanno: regione che vai, usanza che trovi

Anche se quest’anno sarà una notte di San Silvestro breve e strana, è importante non dimenticare mai le tradizioni e sperare di poterle riportare in vita l’anno prossimo.

La notte di San Silvestro, infatti, è sinonimo di feste, brindisi e cenoni a base di lenticchie e cotechini. Oltre a queste, però, ogni zona d’Italia ha delle usanze tutte sue per festeggiare l’arrivo dell’anno nuovo. Alcune sono ormai finite nel dimenticatoio, mentre altre sono arrivate fino ai giorni nostri. Vediamone qualcuna insieme. 

Partiamo da alcuni degli elementi immancabili allo scoccare della mezzanotte: i fuochi d’artificio e i falò. 

Diffusi un po’ dappertutto ma soprattutto al Centro-Sud i primi, prerogativa delle regioni settentrionali i secondi. A Bologna e più in generale in Emilia, ad esempio, si è soliti bruciare il “vecchione”, un fantoccio con le sembianze di un vecchio che simboleggia l’anno appena passato. È diventato ormai famoso lo spettacolo del “castello incendiato” di Ferrara, ma più in generale la tradizione dei fuochi riguarda tutto il Nord Est e si lega a quella dei falò di inizio anno, come i pignaruj friulani.

Non mancano, poi,  le tradizioni legate al cibo. Molto diffusa, specie nelle regioni del centro-nord, l’abitudine di mangiare acini d’uva allo scoccare della mezzanotte. In Valle d’Aosta e Marche gli acini devono essere 12 e tutti di uva nera, mentre in Toscana, Umbria e Marche può andare bene anche quella bianca e più in generale qualsiasi altra frutta che si sgrana. In questo modo si intende infatti richiamare i soldi e la ricchezza, augurandosi che l’arrivo dell’anno nuovo porti fortuna anche sul fronte economico. Per lo stesso motivo, in Abruzzo nel cenone di Capodanno non possono mai mancare sette minestre di sette legumi diversi (una versione “potenziata” del rito delle lenticchie).

Ma ovviamente si da spazio anche alle previsioni per l’anno nuovo. In alcune zone della Puglia è usanza mettere due chicchi di grano in un bicchiere pieno d’acqua: se restano uniti è probabile che nei mesi a venire ci sarà un matrimonio. Mentre in qualche paesino della Calabria si fa cadere una pietra o un oggetto duro sul pavimento della cucina. Se il gesto non ha conseguenze è un segno di buon auspicio, mentre se scheggerà il pavimento è menagramo. Ancora, in Sardegna i contadini provano a predire il meteo, mettendo dodici chicchi di grano su un mattone rovente: quelli che bruciano indicano bel tempo, Va man mano svanendo la tradizione di gettare oggetti vecchi o rovinati fuori dalla finestra. In alcune borgate di Napoli vige ancora l’abitudine di buttare a terra i cocci (bicchieri e stoviglie in genere) come gesto di buon augurio, mentre nel Lazio le sventure dell’anno passato vengono “gettate” fuori casa sotto forma di tre grossi contenitori pieni di acqua sporca.

In molte regioni, infine, la sera di San Silvestro e il giorno di Capodanno è “vietato” iniziare dei lavori manuali. Dalla Sicilia al Piemonte, il rischio è di lasciarli a metà o di farli male. Ma ci sono anche le eccezioni. In Romagna, ad esempio, i contadini si impegnano un po’ in tutte le faccende, un compito che in Abruzzo è invece riservato alle donne.al contrario di quelli che saltano via.

Buon 2021 dalle Cesarine!