“Maradona ci ha insegnato a sognare, ci ha uniti nel segno di qualcosa, quel qualcosa era lui che poteva arrivare fino in porta palla al piede, in qualsiasi momento. Quella ragazza che ci piaceva tanto ci avrebbe baciato, l’interrogazione del giorno dopo sarebbe andata bene, per non dire del compito di matematica. Avremmo avuto vite migliori perché Maradona stava dalla nostra parte, era nostro. Non del Napoli o della città, era di ciascuno di noi.”

Con queste parole, il giornalista Gianni Montieri di Sky Sport inizia il suo elogio di commiato dedicato al “Pibe de Oro”. Venuto a mancare il 25 novembre scorso, Maradona ha infatti rappresentato, non solo per la sua generazione, un campione del mondo del calcio, un esempio di riscatto, un vip capace di restare sempre umile e un Napoletano DOC, nonostante le sue radici argentine.

Tutti hanno visto almeno una volta un gol del campione o usato il suo nome per elogiare o denigrare qualcuno - “hai giocato a livello di Maradona” o “Ma chi ti credi di essere? Maradona?” - ma in pochi sanno cosa esattamente lo avesse fatto innamorare della sua città d’adozione, oltre all’ex moglie Claudia, rendendolo a tutti gli effetti un simbolo della città di Napoli. 

Sembrerà un clichè ma il cibo ha avuto la sua parte in questa sua folle passione.
“Era ghiotto di pasta al sugo, il suo piatto preferito, che mi chiedeva spesso prima di andare agli allenamenti. Poi pesce e carne in quantità, preparati in tutte le salse. Aveva una passione enorme per la macedonia di frutta, che mi chiedeva più volte al giorno.” ha raccontato in un’intervista Lucia Rispoli, la vedova dello storico custode dello Stadio San Paolo, che è stata la governante della casa di Diego durante gli anni in via Scipione Capece a Posillipo - conosciuta in paese anche come la “mamma napoletana”, come amava chiamarla Maradona -. 

Praticamente Diego Armando Maradona si era innamorato della Dieta Mediterranea!

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