Avete già scelto il menù di Natale?

Un po’ per gioco un po’ per curiosità, abbiamo selezionato alcuni dei piatti natalizi più rappresentativi delle diverse regioni, raggruppandoli in un unico grande pranzo di Natale.

Ogni zona d’Italia, si sa, è particolarmente legata alle sue tradizioni, soprattutto quando si parla di cucina. E questo è tanto più vero durante le feste, quando la tavola è dedicata ai grandi classici della cucina locale. Le tradizioni culinarie italiane legate al Natale, infatti, sono innumerevoli in ciascuna regione, quindi, abbiamo deciso di condividere con voi alcuni consigli delle Cesarine da cui potrete prendere spunto per preparare dei menù davvero sfiziosi e originali.

ANTIPASTI

Per iniziare in bellezza il pranzo di Natale, abbiamo deciso di partire dalla Campania, terra che grazie al suo clima produce tutto l’anno verdure di altissima qualità. Ecco perché Cesarina Annunziata consiglia una bella insalata di rinforzo, fatta con cavolfiore, sottaceti misti, peperoni detti papacelle, olive di Gaeta e acciughe salate. Come antipasto per gli stomaci più delicati e meno capienti, Cesarina Barbara popone un grande classico della cucina toscana. In tavola arrivano infatti dei deliziosi crostini di fegatini: fragranti fette di pane abbrustolito che vengono impreziosite dal sapore del pollo. In Val d’Aosta Cesarina Marina da il via ai festeggiamenti portando in tavola la Mocetta in crostini al miele, un salume di muscolo di vacca, pecora o capra essiccata e aromatizzato con erbe di montagna, ginepro e aglio, mentre Cesarina Gilda a Siracusa, insieme a delle bollicine, porta in tavola  uno dei piatti più rappresentativi della tradizione siciliana: lo sfincione palermitano, una morbida focaccia ricoperta da una salsa di pomodoro, acciughe, origano e pezzetti di formaggio.

PRIMI PIATTI

Per chi vuole mantenersi il più ligio possibile alla tradizione natalizia italiana per eccellenza, sicuramente sceglierà di preparare un primo piatto in brodo. Sia la temperatura che l’atmosfera, soprattutto per chi potrà pranzare riscaldato dal fuoco di un camino, si sposano perfettamente con questa scelta. In questo caso vi incoraggiamo ad affidarvi ad uno dei piatti più famosi della cucina emiliana: i tortellini in brodo, oppure di seguire il consiglio di Cesarina Anna che dopo aver preparato un brodo di terza ha preparato i cappelletti ripieni di piccione tipici della cucina umbra.  Anche in Molise hanno la tradizione del brodo; il loro piatto tradizionale ha però un nome davvero ingannevole. La pizza di Franz in brodo caldo, infatti, consiste in pezzettini di pizza a base di uova, parmigiano grattugiato e prezzemolo, cotti precedentemente al forno. 

Se invece preferite un primo più asciutto potete optare per gli agnolotti del plin, un piatto simile ai ravioli della cucina piemontese, o, scendendo lungo lo Stivale, potreste preparare i Vincigrassi marchigiani, che differiscono dalle lasagne soprattutto per la consistenza della besciamella e per la presenza delle spezie, o infine, gli spaghetti con le vongole, un grande classico delle tavole natalizie napoletane.

SECONDI PIATTI

Il carrello dei secondi offre solo l’imbarazzo della scelta, ma il protagonista indiscusso del pranzo natalizio è sicuramente lui: il cappone, una tradizione che lega molte regioni italiane.

Chi predilige la carne, potrebbe pensare di preparare per i suoi ospiti un piatto imprescindibile della tradizione culinaria sarda, il porcetto al mirto che Cesarina Maria Rita serve accompagnato da patate al forno, oppure spostandoci in Veneto, Cesarina Patrizia ci ha fatto venire l’acquolina in bocca consigliandoci un lesso di manzo “al cren”, che per chi non lo sapesse consiste in una salsa di rafano, che da un tocco di “piccantezza”, che si sposa benissimo con questa tipologia di carne. Potreste abbinarlo ad uno sformato di gobbi, piatto semplice da preparare tradizionale della regione Toscana, che ci ha raccomandato Cesarino Maurizio, oppure dei pomodori gratinati alla pugliese, un piatto povero e genuino che per Cesarina Concetta ha un significato particolare, in quanto era il piatto delle feste cucinato sempre da sua madre. 

Per i palati ancora stuzzicati all’idea di mangiare pesce le regioni del sud Italia la fanno da padrone. Iniziamo ad esempio dal pesce Stocco di Cittanova, una conserva di stoccafisso (merluzzo essiccato) che costituisce la base di molti piatti tipici della cucina calabrese e di quella siciliana, da servire con la ‘ghiotta, un sughetto di olio, cipolla, pomodori, olive, capperi e uvetta. Per stare su qualcosa di più classico, Cesarina Chiara del Lazio propone baccalà fritto o un più leggero capitone, un piatto prettamente natalizio della regione.


DOLCI

Prima di alzarsi da tavola, è giusto concedersi una nota di dolcezza. Anche in questo caso le alternative non mancano: si possono preparare degli squisiti pasticciotti pugliesi – pasta frolla ripiena di confettura - o lo strudel di mele trentino, senza dimenticare che la frutta secca è immancabile a fine pasto nel periodo natalizio. A dire il vero, gli autentici appassionati, usano la scusa del Natale per iniziare ad abbuffarsene già dall’Immacolata. In Friuli, ad esempio, preparano la Gubana, che Cesarina Alessandra ci ha spiegato essere preparato con noci, mandorle, uvetta, miele, vino e rhum, il tutto avvolto nella pasta sfoglia. La frutta secca è anche l’ingrediente base di due dolci natalizi marchigiani: la pizza de Nata’, una pasta di pane farcita con frutta secca di ogni tipo, uvetta, cioccolato in polvere, limone e arancio grattugiati, fichi e zucchero – una bomba calorica che Cesarina Roberta ama cucinare d’inverno – e il fristingo, un impasto di fichi, cioccolato, canditi e frutta secca.

Secondo noi, qualsiasi piatto decidiate di provare a cucinare, il pranzo di questo bizzarro Natale sarà un vero successo! 

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